Natale Belosi, Marco Boschini, Ezio Orzes, Carla Poli

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mercoledì 12 settembre 2012

LA DISCARICA DELLA MAZA SBARCA SU FACEBOOK

Alla voce «stato sentimentale» confessa una «relazione complicata». E lancia un grido di allarme: «Arcensi, torbolani, rivani: non lasciatemi sola con le autorità».
A «parlare» è la discarica della Maza che, da un paio di giorni, ha profilo su Facebook con già una cinquantina di amici, tra i quali lo stesso presidente della Comunità di valle Salvador Valandro. A parte l'ibrido sessuale (si definisce "uomo" ma parla al femminile), la discarica ammette di essere confusa: «Quella che non è mai stata un'emergenza ha necessitato ad un certo punto di una Task Force. Non si attivano solo in caso di emergenza? Ma come, io non sono mai stata pericolosa. Non c'era acqua sotto di me», rivela frastornata.
Un'«outing» innesca dibattito sempre vivo (una famiglia di Pratosaiano attende sempre risposte sulla salubrità del pozzo) nel quale interviene, con una supplica, Roby Cattoi, presidente dell'Anpi: «Puoi per favore smettere di avvelenare la mia terra?». La replica è un colpo da ko: «No caro Roberto - si legge in rete - Io non posso fare a meno di inquinarvi... Dovreste essere voi, cittadine e cittadini, a inquinare di meno. Se imparaste a usarmi al meglio, riusando riciclando e rigenerando, forse potrei. Ora come ora, mi è proprio impossibile».
La Maza ufficializza che fino al 2015 resterà aperta, nonostante, ricorda sempre la discarica, il perentorio pronunciamento del Comune di Arco che la voleva chiudere entro il 2012: «Che guasconi innamorati che sono questi politici - posta su Facebook l'immondezzaio - Non mi volevano mica tanto lasciar andare, a quanto pare».
I cittadini dell'Alto Garda e Ledro, in particolare quelli di Arco, qualcosa stanno facendo per limitare gli effetti dell'abbraccio puzzolente della Maza: nei primi 7 mesi di quest'anno la percentuale dei rifiuti «differenziati» è salita al 59,07% (ad Arco è addirittura al 67,24%). Nell'intero 2011 era stata del 54,85% (Arco era al 64,33%).
Il dato potrebbe essere anche più significativo se venisse aggiunta la raccolta, soprattutto relativa alla grande distribuzione, che viene effettuata da privati: «Ci avvicinerebbe sensibilmente a quel 65% che è l'obiettivo provinciale», osserva il presidente Valandro. La soglia era fissata per lo scorso anno: «Il trend è positivo e stiamo migliorando - aggiunge - E con il "porta a porta" sulla carta dovremmo poter arrivare al 72%».
È diminuita soprattutto la quantità di rifiuti prodotta: nel confronto tra i primi sette mesi del 2012 e del 2011 è scesa del 13,8% quella totale (2.353 tonnettale in meno), mentre per quella indifferenziata la flessione è stata del 6,7%, malgrado un contemporaneo aumento delle presenze turistiche. L'assessore della Comunità Michela Calzà azzarda un'ipotesi: «È anche uno degli effetti della crisi - argomenta - Perché la gente sta più attenta e, in definitiva, spreca meno. Credo abbiano contribuito anche le nostre campagne di sensibilizzazione. In particolare quella nelle scuole: i messaggi sono arrivati nelle famiglie attraverso i ragazzi».
Alla Comunità, la gestione dei rifiuti costa circa 9 milioni di euro l'anno, poco meno di un terzo dei quali assorbiti dalla sola discarica della Maza. La «differenziata» garantisce anche delle entrate, ma variano anche in base alla qualità del conferito. Una buona raccolta è nell'interesse di tutti: dei cittadini, delle amministrazioni e dell'ambiente.
Tra gennaio e luglio, la Comunità Alto Garda e Ledro ha contabilizzato una produzione di rifiuti pari a 14.622 tonnellate, vale a dire 7 etti e mezzo al giorno a testa (erano 1,3 chilogrammi alla fine del 2010). I cittadini più ricicloni sono quelli di Arco con una quota del 67%. Alle loro spalle si piazzano nell'ordine quelli di Nago-Torbole con il 63,86% (con un significativo balzo in avanti rispetto al 2010 quando si attestavano al 57,5%), di Drena con il 60,66% (53,49%), di Dro con il 55,74% (51,9%), di Riva del Garda con il 55,15% (era al 50% nel 2010) e di Ledro con il 51% (44,46%). Gli unici in controtendenza sono quelli di Tenno: dal 57,91% del 2010, sono scesi al 52,56% di quest'anno.
Un lettore ha segnalato in questi giorni un gran via vai di mezzi e, soprattutto, cattivi odori. La Comunità di valle esclude conferimenti straordinari, ma ha già effettuato controlli sui cattivi odori (cui ha contribuito l'altalena climatica di questi giorni) ed informato l'amministrazione provinciale.FONTE: L'Adige


martedì 11 settembre 2012

INCONTRO DEL COORDINAMENTO QUATTRO ERRE: ALL'ORDINE DEL GIORNO LO STUDIO DELLA COMUNITA' DI VALLE E LA SITUAZIONE DELLA DISCARICA



 LUNEDI' 17 SETTEMBRE 2012 


Bar/Trattoria "Il Melograno" - Arco 

ORE:  20.30 

Dopo la richiesta di alcuni membri del "coordinamento4erre" abbiamo il piacere di convocare il prossimo incontro del movimento per la data sopra citata. Ci sono delle evoluzioni per quanto riguarda lo studio della Comunità di Valle dell'Alto Garda che intende uniformare la raccolta e gestione dei rifiuti su tutto il territorio con una raccolta mista stradale/domiciliare. 

Considerando inoltre che ciò si lega indissolubilmente al futuro della discarica della Maza , sarebbe altresì interessante valutare l'organizzazione di un incontro pubblico con alcuni dei massimi esperti del settore che approfondiscano e facciano chiarezza su entrambi i fronti (studio e stato della discarica). 


L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza interessata ad avvicinarsi all'argomento. Confidiamo in una nutrita e preziosa presenza 

Coordinamento4erre
Alto Garda e Ledro

mercoledì 6 giugno 2012

RIFIUTI ZERO: UN MOVIMENTO CONTAGIOSO ATTRAVERSA L'ITALIA


L'ONDA «NO WASTE» SI OPPONE ALL’INCENERIMENTO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI

Un anno fa erano 20 Comuni. Ora sono 75 con 2,5 milioni di cittadini. Tutto è partito da Capannori (Lucca)

 
L'inceneritore di Brescia
MILANO - Rifiuti Zero. Un anno fa erano venti i Comuni che in Italia avevano iniziato a costruire il percorso verso quest’obiettivo. Oggi sono 75. Significa che 2 milioni e mezzo di cittadini sono amministrati da giunte che credono alla strategia no waste, partita da Canberra nel 1995 e da noi avviata nel 2007 a Capannori, 46 mila abitanti in provincia di Lucca.

MOVIMENTO - Prima di sbarcare in Toscana, l’onda no waste sostenuta dallo scienziato statunitense Paul Connet, che si oppone all’incenerimento come metodo di smaltimento dei rifiuti urbani, ha contagiato due terzi delle municipalità neozelandesi, San Francisco, la Svezia, parte della Germania, Buenos Aires, India, Giappone, Filippine, Sudafrica, Norvegia, Taiwan, Irlanda. Insomma, il movimento Rifiuti Zero, è attivo in tutto il mondo grazie a ricercatori e amministratori che credono non solo nel riciclo, ma nella riduzione dei rifiuti.

UTOPIA - «Ci davano dei pazzi. Ci dicevano che la “Strategia Rifiuti Zero al 2020” era un’utopia. Invece è un traguardo raggiungibile: i risultati intermedi sono superiori alle aspettative», racconta Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente di Capannori, che fa parte dell’Associazione Comuni virtuosi. «Abbiamo ridotto del 25% la produzione complessiva di rifiuti e non abbiamo fatto niente di più di quello che suggerisce l’Unione Europea», continua Ciacci, che a raffica elenca i risultati: la raccolta differenziata è passata in quattro anni dal 37% all’82% grazie a un “porta a porta spinto”, che raccoglie tutto, comprese potature, oli esausti e pannolini. Per l’organico il modello scelto è svedese: una compostiera collettiva che trincia i rifiuti umidi e nel giro di due settimane li trasferisce nella “camera di maturazione” si è aggiunta al compostaggio domestico (ilcomposter, come ogni secchio per la raccolta, viene dato in omaggio ai cittadini). Solo questa strategia ha abbattuto del 10% la tassa sui rifiuti, già a “tariffazione puntuale” nel 93% del Comune grazie a sacchetti Rfid (con microchip filigranato) che riconoscono il conferimento.

Una discarica di rifiuti
TANTO SI BUTTA, TANTO SI PAGA - Nessun cassonetto stradale, acqua in brocca nelle mense, le “vie dell’acqua” per il ritiro alla spina da quindici fonti sorgive, latte e detersivi pure alla spina, mercatini di scambi e riusi. Con la raccolta differenziata e un’attenzione mirata alla riduzione dei rifiuti, in cinque anni Capannori ha avviato al riciclaggio oltre 100 mila tonnellate di scarti, ottenendo una riduzione dei rifiuti indifferenziati a smaltimento di circa 40 mila tonnellate. Le municipalità che hanno aderito al progetto di Capannori sono sparse in ogni regione.

POCHI ACCORGIMENTI - «Con pochi accorgimenti lo scorso anno abbiamo prodotto 6 tonnelate di plastica in meno, e siamo solo 1.430 abitanti», commenta Luca Gioanola, sindaco di Mirabello Monferrato (Al). «Ma se passiamo dal micro al macro, la proporzione si fa in fretta». Anche a Mirabello, Zero Rifiuti ha attecchito alla grande. Le “case dell’acqua” erogano sino a 22 mila litri al mese. Il Comune ha rifornito gratuitamente di bottiglie in vetro e cestelli i cittadini. “Alla spina” qui viene venduto persino il profumo, oltre ai detersivi e ai cosmetici: i negozi “leggeri” hanno sgravi sulla Tarsu. Dice il sindaco: «È un fenomeno contagioso. Si è formata una piccola massa critica, e quindici Comuni vicini ci hanno imitati, aprendo le loro “case dell’acqua”. Ma non solo, i nostri tre “negozi leggeri”, sono frequentatissimi dai vicini». I dati di fine 2011 vedevano Mirabello con il 61% di differenziata contro la media del territorio di 53%, con una produzione di rifiuti in costante diminuzione. «Eravamo a 163 chili di indifferenziato pro-capite nel 2009, siamo scesi a 147 chili nel 2010 e siamo arrivati a 136 nel 2011», elenca Gioanola. «La media piemontese è sopra i 300 chili». Ma ancora non basta. Il compostaggio domestico e la “raccolta puntuale” grazie bidoni dotati di tecnologia Rfid è già attivo, e ora sta per partire il progetto di un Centro riuso e stoccaggio dove oggetti in legno, mobili, vestiti, scarpe, elettrodomestici, biciclette (selezionati) verranno riportati in vita da ragazzi 18-25enni disoccupati che nel centro verranno impiegati e andranno a bottega come fabbri, falegnami, idraulici, ciclisti, sarti.

DAL NORD AL SUD - Dal Nord al Sud, le storie sulle strategie Rifiuti Zero sono varie ed elaborate. «Il mese prossimo lanciamo la campagna Ecopassi. Il pezzo forte? Saranno gli accorgimenti per non utilizzare più l’acqua potabile nei WC», nnuncia Attilio Renzulli, energy manager per il Comune di Benevento, 62 mila abitanti, nel progetto Rifiuti Zero da fine del 2011. «Al momento siamo al 65% di raccolta nella differenziata, con picchi del 70%. La raccolta dell’organico sta dando eccellenti risultati, specie se pensiamo che grandi città come Milano e Roma, nemmeno la fanno. Ma il problema è che, non avendo un impianto anaerobico di trattamento e nemmeno un’autorizzazione regionale», conclude, «siamo costretti a inviare in Puglia e in Lombardia una fonte energetica di ottima qualità che non possiamo sfruttare». FONTE: Corriere

mercoledì 23 maggio 2012

IL COORDINAMENTO QUATTRO ERRE OSPITE A PERGINE

Il coordinamento continua il suo tour e questa volta sbarca a Pergine per una serata informativa con la compagnia dell'ormai amico Ezio Orzes. L'iniziativa è promossa dall'Associazione “Cortili di Pace”, dall'Associazione “Eureka”, dal GAS “La Credenza”, “Panze in Pace”, "Tra sole e terra”, dal gruppo Ri.Fi.U.To, da Nimby Trentino Onlus e dal Coordinamento Trentino Pulito.

Una serata che ha come obiettivo principale quello di informare la cittadinanza sulle esperienze virtuose già presenti in Italia, ma anche sulla responsabilità di gestire con cura i nostri scarti. Per noi del coordinamento sarà un'occasione per presentare il nostro percorso e sottolineare l'importanza di attivare una rete di persone che sensibilizzi ed acculturi la politica, ahimè non sempre attenta ed informata, e che coinvolga la cittadinanza in un percorso partecipato che miri a risolvere una volta per tutte il problema dei rifiuti in Trentino.

Appuntamento a Pergine per il prossimo venerdì 25 maggio 2012 alle ore 20.30 presso l'Auditorium Scuola Elementare “Don Milani” di via Monte Cristallo.

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